mercoledì 29 dicembre 2010

Stazione di Monza in vista dell'Expo.

Riportiamo un bell'articolo di Riccardo Speziali di MBnews che fa' un breve riepilogo della situazione drammatica della stazione di Monza.
(cliccare sul titolo per il redirect su MBnews)

http://www.mbnews.it/attualita/109-attualita/16493-monza-stazione-biglietto-da-visita-per-expo-2015-per-ora-solo-sporco-e-gravi-mal-funzionamenti.html

giovedì 23 dicembre 2010

Quello che ci aspetta per il 2011

TAVOLO TPL REGIONE LOMBARDIA SU TAGLI


DIETRO TANTO FUMO SI NASCONDONO GLI AUMENTI (SALATI)!

Sì è tenuta nel tardo pomeriggio di ieri, 22 dicembre 2010, l’attesa riunione del Tavolo TPL della Regione Lombardia, nel corso del quale l’assessore Cattaneo ha presentato i risultati della trattativa col Governo in merito ai tagli ai finanziamenti al trasporto pubblico locale e le sue proposte in merito agli aumenti tariffari conseguenti.

L’esito della trattativa col Governo ha portato a ridurre l’entità delle minori risorse a 82 milioni, che verrebbe principalmente compensata da un adeguamento delle tariffe del 10% che entrerà in vigore da febbraio, nonché da efficientamenti per circa il 3%.

Relativamente al risultato della riduzione del gap economico, inizialmente dell’ordine di 200-300 milioni, ha certamente contribuito anche il pressing da parte delle parti sociali e dei rappresentanti degli utenti, nonché della petizione, avviata dal Patto dei Pendolari, che, in Lombardia, ha raccolto 7.500 firme. Nel corso della riunione, e in attesa di un incontro, già richiesto, col Presidente Formigoni, abbiamo consegnato all’assessore Cattaneo copia delle firme sinora raccolte.

Prendiamo però atto che non si siano attivate delle misure di finanziamento più solide per il TPL, sia a livello centrale, sia a livello locale, ad esempio recuperando ulteriori risorse, se queste mancano veramente, anche con la questione delle accise che possono venire autonomamente decise dalla Regione, per non parlare degli investimenti infrastrutturali su molti dei quali sussistono, quanto meno, forti perplessità.

Tra le proposte compensative della manovra tariffaria, vi è l’introduzione di titoli di viaggio di libera circolazione su tutto il territorio regionale, anche mensili al prezzo promozionale di 85 euro (che diventeranno 99 entro il 2011), e l’estensione dell’abbonamento integrato Treno + trasporti urbani a tutti i capoluoghi di provincia, che prenderà il nome di TuttoCittà.

Accanto al dato positivo dei nuovi titoli di viaggio, va tuttavia osservato che, con modalità che non sono affatto chiare, la proposta di Cattaneo comprende anche un aumento dei biglietti aggiuntivo rispetto al 10% annunciato da febbraio, basato su non meglio precisati parametri di qualità, che si andrebbe a sommare al risultato del noto “algoritmo” tariffario, che, ad agosto 2011, potrebbe essere dell’ordine del 4-5%. In totale, entro l’estate (o al più inizio 2012) sui servizi ferroviari avremmo quasi certamente la somma dell’aumento del 2,39% non ancora applicato, il 10% da febbraio, il 5% dell’algoritmo e, dulcis in fundo, il nuovo incremento “qualitativo” di un ulteriore 10%. A conti fatti, rispetto ad oggi, si prospettano, nel giro di pochi mesi, aumenti reali delle tariffe dal 18% al 30%, non giustificati dai dati economici presentati e non previsti nel Patto TPL.

A fronte dunque di una simile prospettiva di aumenti tariffari, le “misure compensative” risultano ad oggi del tutto inadeguate, mentre assistiamo ad una complicazione del sistema tariffario, normativo e gestionale che non contribuirà certo alla trasparenza.

L’impressione dunque è quella che, invece di una “stangata”, sia stata decisa una strategia di tante piccole “stangatine”, intorno alle quali si sta facendo sollevare una cortina fumogena, il tutto in assenza di quelle vere misure compensative e mitigatrici che chiediamo da tempo, e sulle quali non ci risulta siano fatte proposte concrete, quali la revisione del sistema dei “bonus” e delle penali, delle condizioni di trasporto, delle precedente di circolazione, dei rapporti con gli utenti, della trasparenza delle informazioni. Solo a condizione che vi sia una dimostrata volontà di prendere seriamente in considerazione queste nostre richieste, e limitatamente ad un incremento tariffario complessivo nel corso del 2011 limitato al 10%, alla verifica degli obiettivi del Patto TpL con la revisione condivisa del cd “algoritmo tariffario”, possiamo prendere in considerazione di sottoscrivere le proposte formulate ieri da Cattaneo.

Ribadiamo l’invito, già formalizzato, al Presidente Formigoni ad incontrare i pendolari firmatari della petizione, che proseguirà sul sito www.patto.ilpendolare.com, quale forma di pressione perché non siano solo i pendolari i soggetti chiamati pagare i costi della crisi, di inefficienze e di spreche non certo da loro causati.

Milano, 23 dicembre 2010

La nostra risposta alla richiesta di condivisione della manovra tariffaria

Egregio assessore,

ribadiamo l'apprezzamento per il lavoro svolto e l'articolazione delle proposte, che tuttavia non diminuisce l'impatto sui pendolari e sulle loro famiglie di questa manovra e la sua sostanziale iniquità nei confronti di utenti-clienti-consumatori dal comportamento ambientalmente virtuoso.

Manifestiamo la disponibilità a partecipare al tavolo tecnico se questo consentirà di definire concrete misure compensative degli aumenti del 10% di febbraio, ma riteniamo che l'algoritmo tariffario definito dal Patto sia ampiamente sufficiente, anche perché da ciò già giustificato a suo tempo, per promuovere un deciso miglioramento della qualità e della quantità dei servizi... anche attraverso l'adeguamento delle tariffe mediante l'algoritmo matematico (citando dall' art. 17).

Pertanto, solo a condizione che sia verificata la volontà di accettare le nostre richieste in termini di:

• revisione del sistema dei "bonus" e delle penali,

• revisione delle condizioni di trasporto,

• revisione delle precedente di circolazione,

• definizione di modalità di rapporto con gli utenti che non siano umilianti,

• disponibilità delle informazioni sul servizio e sulla gestione economica,

• condivisione della politica di investimenti,

• aumento della velocità commerciale come previsto dal Patto TPL del 10% entro il 2011,

limitando l'incremento tariffario complessivo nel corso del 2011 al 10%, con la verifica degli obiettivi del Patto TpL e la revisione condivisa del cd "algoritmo tariffario" per l'adozione di eventuali ulteriori misure tariffarie negli anni a seguire ma stralciando ogni ipotesi di ulteriore aumento al 20%, possiamo prendere in considerazione di sottoscrivere il documento da lei proposto.

Cordiali saluti

Per il Coordinamento dei Comitati Pendolari Regione Lombardia

Giorgio Dahò

Ringraziamo Giorgio Dahò per il tempo che spende, in difesa dei pendolari lombardi, tempo che dedica in maniera gratuita, e' giusto ricordalo, a differenza di questi politici che si intascano soldi per prendere delle decisioni che vanno contro il buon senso e verso lo sviluppo di questo paese. GRAZIE Giorgio.

Gianluca Morelli
Comitato Parcheggio Arcore

martedì 14 dicembre 2010

Tagli ai treni per il 2011.

da Repubblica.it del 14 Dicembre 2010 (era ora che ne parlassero anche i giornali di regime!)
2011, il pendolare resta a terra Meno treni e pochi fondi, è allarme

Il rapporto Legambiente: per il prossimo anno mancherà la metà delle risorse. In Italia ogni giorno 2 milioni 700 mila viaggiatori si spostano in treno. L'annuncio delle Ferrovie: 154 convogli a lunga percorrenza sono in perdita e verranno eliminati

di GIOVANNI VALENTINI

Il 2011 sarà un anno nero per chi si sposta in treno

MENTRE le nostre Ferrovie dello Stato sbarcano in Germania, acquisendo il 5% della società che gestisce le linee dei pendolari tedeschi, il 2011 rischia di diventare l'anno nero per i pendolari italiani e per il trasporto ferroviario nel nostro Paese. Sono 2 milioni e 700 mila in Italia i viaggiatori che ogni giorno prendono il treno per motivi di lavoro o di studio e negli ultimi due anni sono aumentati dell'11,5%, circa 300 mila persone in più. Ma, in base al Rapporto Pendolari 2010 compilato da Legambiente che la Repubblica è in grado di anticipare, la riduzione delle risorse disponibili e quindi il taglio dei collegamenti minacciano di provocare nel prossimo anno un salto nel buio nel trasporto nazionale su rotaia.
I vertici delle Ferrovie hanno annunciato nei giorni scorsi che verranno eliminati 154 treni a lunga percorrenza su 600, perché risultano in perdita. Per quanto riguarda le linee dei pendolari, mancano 800 milioni di euro rispetto al 2010, vale a dire il 45% delle risorse che garantivano un servizio già spesso carente, con treni perennemente in ritardo, scomodi e sporchi. L'associazione guidata da Vittorio Cogliati Dezza prevede un taglio drastico a danno di quei cittadini - operai, impiegati, studenti - che abitano nelle periferie urbane e utilizzano quotidianamente il mezzo di trasporto più sostenibile: da qui, l'allarme degli ambientalisti contro l'aumento del traffico privato e dell'inquinamento.
Per ora, i tagli non compaiono nel nuovo orario ferroviario in vigore dal 13 dicembre. E le stesse
Regioni, responsabili dei contratti di servizio, non sanno al momento quali collegamenti sopprimere o di quanto aumentare i biglietti. Nel silenzio generale, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli è riuscito a ottenere anche in questa Finanziaria 400 milioni di euro per l'autotrasporto e altri 1.200 milioni per nuove strade e autostrade, tra i fondi della cosiddetta Legge Obiettivo e quelli per l'Expo di Milano. In mancanza di interventi efficaci, è un disastro ferroviario annunciato quello che - secondo Legambiente - si prepara per il nuovo anno. Dice il presidente Cogliati Dezza: "Occorre impedire una prospettiva di abbandono del trasporto ferroviario, vivendo in città sempre più inquinate, con il trasporto su gomma responsabile di oltre il 20% delle emissioni di CO2 sul nostro territorio e una tendenza in costante crescita".
All'origine di questa situazione, ci sono le manovre economiche adottate dal governo a luglio e a dicembre. In pratica, risultano cancellati i trasferimenti alle Regioni per il fondo del servizio ferroviario locale pari a 1.215 milioni di euro. La beffa è che, per placare le proteste degli assessori regionali, sono stati individuati 425 milioni di euro che però corrispondono alle risorse già stanziate l'anno scorso per l'acquisto di treni pendolari e mai impegnate: ora verranno utilizzati dalle Regioni per "salvare" la circolazione di quelli esistenti. Ma il rischio ulteriore per i pendolari è che gli stanziamenti previsti da Trenitalia per l'acquisto di nuovi treni e l'ammodernamento delle carrozze, legati ai contratti di servizio con le Regioni si possano bloccare per mancanza di risorse.
È proprio nei confronti delle amministrazioni regionali, perciò, che Legambiente lancia un appello alla responsabilità, contestando "l'inadeguata reazione che hanno opposto a un taglio che non ha paragoni rispetto ad altre voci di spesa statale". Al momento, le Regioni più sensibili alle esigenze dei pendolari sono state l'Emilia Romagna, la Toscana e la Lombardia, che hanno approvato assestamenti di bilancio per limitare il taglio dei treni nell'ordine del 5-10% a fronte di un amento delle tariffe tra il 10 e il 20%. Nella maggior parte delle altre si teme un rincaro dei biglietti fino al 30%.

Da Roma alla periferia, la tendenza generale continua a essere quella di privilegiare la strada a danno della rotaia. E la questione appare tanto più delicata, alla vigilia della liberalizzazione del servizio ferroviario previsto dalle Direttive europee. È in gioco la stessa sopravvivenza del servizio ferroviario universale nel nostro Paese: quello cioè che assicura i collegamenti con centri urbani e direttrici fondamentali a minor traffico, come l'asse adriatico e quello tirrenico, o i collegamenti trasversali da un versante all'altro della Penisola. "Sono città e cittadini che proprio nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia - conclude il Rapporto di Legambiente - rischiano di ritrovarsi meno collegati e più lontani rispetto al resto del Paese".

domenica 5 dicembre 2010

Le multe ai pendolari.

Ritorniamo a parlare del fenomeno multe ai pendolari.
La nostra campagna continua, ogni settimana si aggiungono persone nuove che vogliono far ricorso per queste ingiuste multe.
Noi, tramite il nostro avvocato Antonella Cavaiuolo, abbiamo messo a punto un ricorso che enuncia una sentenza della Cassazione, in cui si dice espressamente che, per poter mettere le multe, il comune deve GARANTIRE, che ci siano parcheggi a sufficienza nella zona, per poter permettere a chiunque di parcheggiare, e quindi sanzionare i "furbi" che non rispettano le regole.
Qui la regola e' molto chiara da molti anni, Arcore e' diventata la stazione di riferimento per andare a Milano, ogni anno transitano 3 milioni di utenti (dati TRENITALIA), l'equivalente di un aereoporto di medie dimensioni, e i posti auto non bastano.
I mezzi alternativi per raggiungere la stazione come pullman e ciclabili sono gravemente insufficienti per i pullman e completamente assenti, per il discorso CICLABILI.
Noi come comitato e' da anni che denunciamo questa carenza, attraverso ogni mezzo di informazione, ad OGGI il comune non ha fatto NULLA di concreto per darci nuovi stalli, per riorganizzare il trasporto pubblico o per creare anche solo 1 metro in piu' di pista ciclabile, SOLO PAROLE e PAROLE, ma noi guardiamo i fatti e questi ad oggi non ci sono.
Lo stesso comune continua inoltre a fare cassa con le giornate lavorative di lavoratori e studenti che non trovano posto, fregandosene di tutto.
Noi diciamo basta a questa campagna contro le multe selvagge e che non hanno nessun senso, se volete far ricorso contattateci, vi daremo tutti gli elementi per fare i ricorsi sia al prefetto che al giudice di pace, noi non molleremo MAI !



Gianluca Morelli

Comitato Parcheggio Arcore

lunedì 29 novembre 2010

Altroconsumo fornisce i legali per causa a Trenitalia

Da corriere.it
L'ASSOCIAZIONE: VI FORNIAMO CONSULENZA LEGALE PER CHIEDERE I DANNI

Ritardi, sporcizia, affollamento
L'80% dei pendolari boccia i treni
Inchiesta di Altroconsumo sulle tratte più frequentate: maglia nera alla Piacenza-Milano. «Fate causa»

ROMA - Quelli che stanno peggio sono al Nord: sulla linea Piacenza-Milano (e viceversa) non c'è una cosa che funzioni. Bagni rotti. Oppure chiusi. Oppure talmente sporchi da essere inavvicinabili. Per non dire della puntualità. Mai che arrivi in orario quel treno. Non è che le cose migliorino però spostandosi. Segno nero anche sulla Pavia-Milano, Novara-Milano, Varese-Milano, Como-Milano. E la Bergamo-Carnate-Milano gareggia per il primo posto tra le peggiori tratte pendolari d'Italia. Ma certo, mica se la passano bene tutti gli altri. Quelli della Fara Sabina-Roma o della Frosinone-Roma, per esempio, anche loro in coda per soddisfazione (inesistente) del servizio. O quelli della Formia-Napoli o della Orte-Roma. Per non dire poi della Nettuno-Roma, della Avezzano-Roma o della Salerno-Napoli. (guarda la tabella)

Pendolari sul Pavia-Milano (Sacchiero) L'INCHIESTA - Almeno secondo l'inchiesta fatta da Altroconsumo che ha viaggiato sui treni pendolari più trafficati d'Italia, quelli che portano a Milano, a Roma, a Napoli, ed ha ascoltato chi ogni giorno combatte con puntualità, pulizia, affollamento, cioè lavoratori e studenti che si alzano all'alba per riuscire a raggiungere la loro destinazione anche molte ore dopo, causa ritardi cronici. E già sono stanchi, arrabbiati, stressati. «Siamo uomini o pendolari?» è la campagna dell'associazione dei consumatori che di pendolari ne ha seguiti 1407 su 25 tratte. E la maggior parte ha bocciato il servizio ricevuto ogni giorno. Cento per cento di insoddisfatti i viaggiatori che ogni mattina prendono il treno a Piacenza per arrivare a Milano: il 98% di loro si lamenta della totale mancanza di igiene e dell'affollamento. Il cento per cento della puntualità: che non c'è mai.

LA BOCCIATURA - E così via sul resto delle altre tratte. Pessime la Bergamo-Carnate-Milano così come la Fara Sabina-Roma e la Frosinone-Roma: treni lerci, sedili strappati, bucati, insozzati da cibo e altro; toilettes impraticabili perché chiuse o perché troppo puzzolenti e indecenti per entrarci. E poi «si viaggia come su carri di bestiame», si lamentano i comitati pendolari di tutta Italia. Perché se da un lato aumentano i treni Alta Velocità, sugli altri binari diminuiscono quelli per chi non viaggia a trecento ma a 30 all'ora. Ma il numero delle carrozze resta lo stesso e per entrare (e scendere) bisogna camminarsi l'uno sull'altro. E quante volte si arriva (o si parte) da stazioni fantasma, dove è impossibile trovare una biglietteria, una indicazione, un pannello (non distrutto) degli arrivi e delle partenze?

Si viaggia solo in piedi sulla Brescia-Milano (Sioli) LE CAUSE - «Nessuno ci ascolta, nessuno ci dà risposte, nessuno si preoccupa di avvertirci se il treno non passerà, se arriverà tardi, se non ripartirà mai più». Che le condizioni di viaggio dei pendolari siano al limite della sopportazione si sa da tempo. Ma stavolta Altroconsumo offre agli insoddisfatti anche la possibilità di fare causa a chi fornisce (male) il servizio. Sul sito dell'associazione si può accedere ad una consulenza gratuita e segnalare le situazioni più eclatanti: «I casi di evidente e ripetuta lesione dei diritti di utente del servizio ferroviario si tradurranno in causa di fronte al Giudice di Pace». E per chi soffre ogni giorno sulle tratte peggiori (Piacenza-Milano, Bergamo-Carnate-Milano) Altroconsumo offre i propri legali per chiedere un risarcimento danni.

IL CASO - E anche Legambiente boccia i treni pendolari. Nel Lazio ha assegnato per il terzo anno consecutivo il «Trofeo Caronte» alla linea Fr8Nettuno-Roma: è la peggiore tra le 8 tratte regionali su cui ogni giorno viaggiano 360mila persone che cercano di raggiungere Roma. E proprio i pendolari della Nettuno-Roma tempo fa hanno promosso una raccolta di firme (classactionromanettuno@gmail.it)per una civil action contro Trenitalia: «Non è più sopportabile viaggiare su quei treni e in quel modo».

Claudia Voltattorni

cvoltattorni@corriere.it
 
Ringraziamo la Giornalista Claudia Voltattorni per l'articolo.

mercoledì 17 novembre 2010

Un aiuto per la Valle Imagna

Buongiorno a tutti

La Valle Imagna, splendido territorio non lontano dalla nostra zona, sta' cercando visibilita' per un ambizioso progetto di riqualificazione territoriale, con idee e progetti nuovi, che partono come sempre da cittadini volenteresi e pieni di idee concrete, e che noi vogliamo portare alla vostra attenzione.
Pensiamo che Internet sia un ottimo strumento per la diffusione di idee e progetti per questo sponsoriziamo fortemente questa splendida iniziativa.
Vivitate i loro siti, magari la prossima gita fuori porta la potete programmare proprio in questa zona.
Inoltre potrebbe essere anche un punto di partenza per chi volesse partecipare attivamente ai progetti proprosti per questa antica e affascinante valle, che non ha perso il fascino delle antiche tradizioni.
Buona navigazione

http://www.valleyimagna.liferegenerationsystems.com/

http://www.sinergievalleimagna.com/

http://www.valleimagnaweb.it/cms/

Gianluca Morelli

Comitato Parcheggio Arcore

venerdì 12 novembre 2010

Un 2011 difficile per i trasporti..

Ieri si e' svolta in regione Lombardia l'ennesima farsa su questi tagli previsti in finanziaria per il traposrto pubblico.
A tutt'oggi non si sa' ancora con precisione quali e quanti saranno, si va avanti da mesi a parlare di percentuali, di se e di ma l'unica cosa certa e' che ci saranno.
Diciamo che la scelta piu' sbagliata e' quella di fare dei tagli al servizio pubblico che noi chiamiamo disservizio pubblico visto il dissesto delle nostre ferrovie.
E' da anni che viaggiamo in codizioni disumane e ogni anno peggiorano, adesso diminuiscono il Disservizio e aumentano le tariffe, insomma cornuti e mazziati.
Gli sviluppi a nostro avviso saranno catastrofici, la gente vedendo peggiorare il servizio con un aumento delle tariffe, stanco e stressato da anni di pendolarismo, del fatto che non trova parcheggio, che rischia le multe etc etc sicuramente decidera' per il mezzo privato, aumentando il traffico e lo SMOG.
Diciamo che noi condanniamo questa scelta infelice, dopo anni di promesse sulle migliorie dei servizi, promesse mai mantenute, adesso arrivano i tagli e la gente non stara' a guardare e trovera' la soluzione piu' comoda per loro.
Quindi prepariamoci a un 2011 tutto in salita per il trasporto pubblico.
Abbiamo il sistema di trasporto pubblico peggiore d'europa e uno dei peggiori al mondo, basta spostarsi in altri paesi per vedere la differenza epocale, e' vero all'estero i traporti costano di piu', ma li funzionano e alla grande, da noi no.
Noi come pendolari saremmo anche disposti a pagare di piu' a fronte di un miglioramente del servizio, ma questo in Italia e' pure utopia, da noi aumenterebbero le tariffe e il servizio rimarrebbe uguale se non peggiore, come nel caso di questi paventati tagli da parte del nostro ministro Tremonti.
La Lombardia, il cuore pulsante dell'economia italiana, dovrebbe avere un servizio all'avanguardia, e invece ci troviamo ad attendere 4 anni e oltre per aprire 2 fermate di metropolitana per collegare Famagosta ad Assago, neppure in Burundi riuscirebbero a fare peggio.
Speriamo ad un ripensamento per questi assurdi tagli, che metterebbero in ginocchio la Lombardia, rendiamocene conto.

Gianluca Morelli

Comitato Parcheggio Arcore

mercoledì 10 novembre 2010

Un iniziativa importante...

LA RETE DEI PENDOLARI ITALIANI


Con la presente si informa che è stata attivata la PETIZIONE ON LINE NAZIONALE contro gli aumenti tariffari e i tagli alle risorse per il funzionamento del trasporto pubblico locale.

Il sito dove firmare è http://patto.ilpendolare.com

Nei prossimi giorni la petizione verrà portata e pubblicizzata sui mezzi di trasporto pubblico. A tal fine i gruppi e i comitati locali sono invitati ad attivarsi sin d'ora utilizzando il materiale che verrà messo a disposizione sul medesimo sito.

Con preghiera di dare la massima diffusione al presente avviso.

LA RETE DEI PENDOLARI ITALIANI

domenica 7 novembre 2010

http://patto.ilpendolare.com

Riportiamo un importante cominciato di Giorgio Daho'

A TUTTI I PENDOLARI


AVVISO NAZIONALE

IN ARRIVO GROSSA STANGATA TARIFFARIA

Abbiamo giudicato irricevibili le proposte fatte venerdì 5 novembre al tavolo TPL della Regione Lombardia relativamente ad aumenti tariffari e tagli ai servizi. La proposta dell'assessore consiste, di fatto, in tagli ai servizi sino al 12% e di aumenti tariffari del 25% con punte sino al 30% per la corsa semplice.

Nel corso della riunione, l'assessore Cattaneo ha evidenziato non solo l'impossibilità di utilizzare, per mitigare gli effetti del taglio alle risorse per i trasporti pubblici, i fondi FAS, ma anche di incrementare le entrate attraverso una azione di riequilibrio finanziario delle risorse all'interno del sistema della mobilità.

La somma dei tagli ai servizi e della tariffe comporterebbe una perdita di utenti che può essere stimata nel 9%, causando un incremento delle auto circolanti in Lombardia pari a 200.000 veicoli e quasi 400 milioni di chilogrammi di gas serra in più.

Sono state dunque rigettate le nostre proposte, che chiedevano il ricorso alle accise per riequilibrare il sistema della mobilità e una maggiore oculatezza nell'utilizzo degli investimenti, in particolare dei 25 miliardi connessi all'EXPO, ai fini di aumentare la velocità commerciale dei trasporti pubblici, anche mediante la predisposizione di un Piano della Mobilità regionale.

L'assessore Cattaneo ha completamente ignorato che l'aumento della velocità commerciale, previsto entro il 2011 come obiettivo dal Patto TPL, consentirebbe, se perseguito, di ottenere maggiore produttività ed incrementi di utenza e di introiti ben superiori ai tagli della manovra, con grandi benefici ambientali ed economici.

La velocità commerciale del trasporto pubblico in Italia è la più bassa d'Europa a causa dell'incapacità di governare il sistema della mobilità e di un sistema normativo centralistico e arretrato che non tiene conto delle realtà locali e dei miglioramenti tecnologici.

Con gli effetti negativi conseguenti a questa politica punitiva nei confronti dei cittadini virtuosi che utilizzano il mezzo pubblico vengono anche clamorosamente contraddetti gli altri obiettivi del Patto del TPL di incremento degli utenti del trasporto pubblico e di diminuzione dell'utilizzo dell'auto privata.

Tutto il peso della manovra viene quindi scaricato sui pendolari, sugli utenti dei trasporti pubblici e sui lavoratori del settore a causa delle preclusioni ideologiche nella ricerca di un maggiore equilibrio delle ricadute della manovra economica, perseguibile, ad esempio, con la ricerca di nuove risorse, quali una piccolissima rimodulazione delle accise sui carburanti.

Le prossime iniziative consisteranno quindi nella petizione on-line sul sito http://patto.ilpendolare.com, che diventerà operativa nei primi giorni della settimana, e che sarà necessario sostenere ad ogni livello e su cui dobbiamo sentirci tutti responsabilizzati in prima persona.

La petizione è nazionale, perché quello dei tagli alle risorse è un problema che riguarda tutte le regioni e tutte le modalità: treni, autobus, tram, urbani ed extraurbani. Il fatto che molte regioni non si esprimano non deve infatti essere assolutamente ritenuto tranquillizzante.

Dobbiamo puntare a mettere in campo una serie di iniziative, a cominciare dal volantinaggio nelle stazioni e sui treni per diffondere l'appello a firmare da parte di tutti i pendolari. Si può anche aprire la raccolta di segnalazioni dei disservizi, che documenti quanto sia scadente il servizio offerto.

Invitiamo tutti i coordinamenti regionali e i comitati di pendolari sull'intero territorio nazionale a chiedere incontri presso gli assessorati e audizioni alle competenti commissioni consiliari per avere informazioni su questa stangata prossima ventura.

Per la Lombardia, abbiamo in agenda l'appuntamento per l'audizione da parte della V Commissione Trasporti e Territorio del Consiglio regionale della Lombardia, prevista per giovedì 11 novembre.

RICORDATE CHE ATTENDERE A MUOVERSI SAREBBE TROPPO TARDI

Giorgio Dahò

sabato 30 ottobre 2010

.....Aspettando il parcheggio PEG...

Buongiorno a tutti

L'assessore Alberto Centemero aveva dichiarato ai giornali che entro la fine di Ottobre avrebbe trovato l'accordo con la PEG, trovato i soldi per aprire il parcheggio PEG a noi pendolari.
Oggi 30 Ottobre 2010 di lavori non se ne vede neppure l'ombra.
A che punto siamo arrivati?
Dai giornali locali apprendiamo che ci vorra' ancora del tempo, quanto non si sa', ma pare poco.
Si devono rastrellare 10.000 euro per i lavori (ad Agosto erano 15.000) di adeguamento del parcheggio.
Nel mentre le multe fioccano belle come sempre, consigliamo all'Assessore Centemero di prendere i soldi delle nostre multe, alla fine questo parcheggio c'e' lo siamo pagati e con largo anticipo direi.
Insomma l'idea e' partita dal nostro comitato, i soldi sono quelli derivanti da inutili multe persegutorie da parte di Bergamaschi e la sua squadra, a discapito di molti pendolari solo per fare CASSA, per cui penso che ci siano tutti i presupposti per accellerare l'iter e dare un po' di respiro a noi pendolari  RICORDIAMO A TUTTI, che i pendolari arrivano dai paesi limitrodi ad ARCORE, ma ci sono moltissimi pendolari che usufruiscono del parcheggio che sono di ARCORE, per cui cittadini di quel comune, che quindi hanno anche dei diritti, e non solo doveri.

Gianluca Morelli
Comitato Parcheggio Arcore

lunedì 25 ottobre 2010

il nostro no all'OUTLET ad Arcore

Buongiorno a tutti

Come comitato abbiamo aderito al NO al nuovo OUTLET grandi firme ad Arcore.
Il perche' e' molto semplice, in un paese che non ha un centro chiuso al traffico in cui un normale cittadino possa fare 4 passi in sicurezza, con una serie di negozi che stentano a sopravvivere cercando di accaparrarsi gli ultimi clienti strappandoli ai centri commerciali (per la maggior parte anziani che non posseggono la macchina), un OUTLET segnerebbe la fine della gia' tormentata economia del paese.
I pochi negozi chiuderebbero, il gia' abnorme traffico aumenterebbe a dismisura, e ci si ritroverebbe a dover convivere sempre di piu' con un paese fantasma, senza un cuore e un anima, in cui la gente transita per raggiungere il Gigante, la Tangenziale, la stazione ferroviaria e il nuovo OUTLET.
Bisogna far rinascere la citta' di Arcore, con questo progetto la si porta alla definitiva morte.
Speriamo che l'amministrazione si renda conto di tutto cio' e ne prenda atto, prima che sia troppo tardi.

Gianluca Morelli
Comitato Parcheggio Arcore